Serata in ricordo di Margherita Hack

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La notizia che Margherita Hack ci ha lasciati si è diffusa rapidamente sia tra quelli che come lei amano, studiano e osservano il mondo astronomico, sia tra le persone che la conoscevano come personaggio pubblico seppur atipico. Per una sera vorremmo ricordarla in un modo che va al di là della sua sacrale saggezza astronomica, vorremmo ricordare Margherita in tutte le tappe che l’hanno portata fino a noi solo qualche mese fa. L’abbiamo conosciuta come una persona fragile fisicamente ma, tanto più era debole il suo fisico, tanto più era fervida e lucida la sua mente.

Abbiamo fantasticato a lungo su come sarebbe stato il viaggio al fianco di Margherita, avremmo voluto porle infinite domande, desiderato che le sue parole colmassero i nostri dubbi e dissetato la nostra sete di sapere, ma davvero non ce la siamo sentita. Durante quegli infiniti km di coda in autostrada, l’ansia e la stanchezza  hanno preso il sopravvento, rendendo il suo respiro sempre più affannoso.

Ricordo che dopo il primo messaggio carico di entusiasmo che Mauro ha mandato al gruppo: “è fatta, Margherita è in macchina con noi”, quelli successivi si facevano via via più preoccupanti fino quasi a credere che la serata non si sarebbe potuta realizzare a causa del grande ritardo e stanchezza accumulati. Quegli “ohi, ohi” sussurrati con l’accento toscano erano sintomo che le cose non stavano procedendo benissimo.

Sarebbe stato davvero mortificante perché avevamo trascorso i mesi precedenti a raccogliere quante più informazioni possibili per rendere confortevole il suo breve soggiorno qui in valle e per preparare al meglio la serata.

E poi c’era Aldo, anche lui doveva stare bene tanto da poter affrontare un altro viaggio, un altro spostamento, perché Margherita senza suo marito non si muoveva, ogni passo della sua vita l’ha mosso con Aldo al suo fianco, e sarebbe stato così anche quello verso Taio.

Anche le condizioni del tempo erano determinanti. Margherita non avrebbe mai affrontato il viaggio se avesse nevicato, ed essendo novembre, quella possibile condizione non era nemmeno molto remota.

Insomma… i limiti erano tanti e il timore di superarli era forte. Ma eravamo altrettanto sicuri che se solo avesse raggiunto la nostra destinazione, i comfort che avevamo pensato per lei, l’avrebbero ripagata almeno in parte della fatica.

Dalla scelta dell’alloggio, all’allestimento del palco fino ai doni finali, niente fu lasciato al caso. Abbiamo evitato di regalarle delle mele perché è un frutto che lei non gradiva, e nemmeno dei fiori. Il suo pensiero naturalista considerava il fiore reciso un elemento cui era stata tolta, recisa la vita.

Così, dopo qualche ostacolo ce l’abbiamo fatta e, se nel momento in cui Margherita ha iniziato a scendere la scala del teatro, le 600 persone in sala avessero smesso di applaudire, si sarebbero potuti sentire i nostri sospiri di sollievo.

Le aspettative non sono state deluse e la serata ha avuto l’elogio che meritava, lasciandoci il più bel ricordo legato a Margherita.

Margherita ha compiuto il suo viaggio fra le stelle che ha studiato per una vita intera, ma siamo certi che questa volta non ne ha assaporato solo gli aspetti fisici e materiali, questa volta forse ha goduto anche del loro sapore magico… anche se di magia, lei non ne voleva nemmeno sentir parlare!

 

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